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Barolo

Il Barolo DOCG, prodotto nelle colline di Langa in Piemonte, è ottenuto dal vitigno Nebbiolo. Questa zona include 11 comuni e il vino richiede un affinamento di 38 mesi, 18 dei quali in legno. Il Barolo si caratterizza per il suo colore rosso granato con riflessi aranciati e un bouquet complesso di frutta matura e sottobosco. È noto per la sua eleganza, tannini morbidi e lunga persistenza. Perfetto con cibi robusti e formaggi stagionati, va servito tra i 18-20 gradi in bicchieri ampi.

Zone di produzione del Barolo DOCG

Il Barolo DOCG, uno dei più nobili vini rossi piemontesi, nasce in una zona specifica, la Langa, situata nella regione del Piemonte in Italia. Quest’area è famosa per le sue colline, che offrono il terreno e il clima ideali per la coltivazione del Nebbiolo, l’unico vitigno consentito per la produzione del Barolo.

La zona di produzione del Barolo DOCG si estende in 11 comuni situati attorno alla città di Alba. Questi comuni includono: Barolo, Castiglione Falletto, Serralunga d’Alba, Monforte d’Alba, Novello, La Morra, Verduno, Grinzane Cavour, Diano d’Alba, Cherasco e Roddi. Ogni area contribuisce con caratteristiche uniche al vino finale, a seconda delle variazioni del terreno e della microclima.

Le colline su cui crescono le viti di Nebbiolo per il Barolo sono caratterizzate da terreni argillosi o calcarei, posizionati in zone collinari, generalmente ad un’altitudine che varia tra i 170 e i 540 metri sul livello del mare. Questa altitudine garantisce il giusto soleggiamento essenziale per la maturazione delle uve. È importante che le viti non siano piantate in terreni di fondovalle, umidi o insufficientemente esposti al sole. In particolare, è preferita l’esposizione verso sud per garantire la migliore illuminazione.

La denominazione Barolo DOCG ha adottato anche le cosiddette “”Menzioni Geografiche Aggiuntive””, che corrispondono a parcelle specifiche di terreno all’interno della zona di produzione. Queste menzioni permettono di evidenziare ulteriormente le variazioni uniche che ogni porzione di vigneto può esprimere nel vino. Ad oggi, la denominazione Barolo comprende 181 menzioni geografiche aggiuntive, che possono essere ulteriormente distinte con la menzione “vigna” seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale.

Le pratiche di vinificazione, invecchiamento e imbottigliamento del Barolo devono essere effettuate esclusivamente nella zona DOCG, seguendo un disciplinare rigoroso che assicura l’elevata qualità e le caratteristiche distintive di questo vino. Questo include un periodo di invecchiamento di almeno 38 mesi, di cui 18 in botti di legno.

In sintesi, la zona di produzione del Barolo DOCG è un territorio molto specifico e limitato, che contribuisce a creare un vino di eccezionale qualità e fama mondiale, grazie anche alle sue caratteristiche geografiche e climatiche uniche.

Disciplinare del Barolo DOCG

Il disciplinare del Barolo DOCG stabilisce rigorose norme per la viticoltura e la produzione di questo prestigioso vino rosso piemontese. Queste norme sono fondamentali per garantire la qualità e le caratteristiche distintive del Barolo.

  • Norme per la Viticoltura: Ambiente e Coltura, Terreni, Giacitura e Altitudine, Esposizione, Densità d’Impianto, Pratiche di forzatura.
  • Norme di Produzione: Rese Massime di Uva, Invecchiamento, Gestione delle Annate Sfavorevoli, Regolamentazione delle Eccedenze di Produzione, Vinificazione, Invecchiamento e Imbottigliamento.

Abbinamenti consigliati con il Barolo DOCG

Il Barolo DOCG, noto per la sua struttura imponente e il bouquet complesso, è un vino che si sposa magnificamente con una varietà di pietanze, in particolare quelle che esaltano le sue caratteristiche uniche.

  • Piatti di Carne: Il Barolo trova un abbinamento classico con i secondi piatti a base di carne.
  • Primi Piatti: Per i primi piatti, il Barolo si adatta bene a quelli con ragù di carne.
  • Tartufo: Il Barolo si abbina eccezionalmente anche a piatti a base di tartufo.
  • Formaggi e Altri Piatti: Altri abbinamenti includono pietanze come funghi porcini, piatti arricchiti con tartufo bianco d’Alba, formaggi stagionati.

Per godere appieno delle sue qualità, il Barolo va servito alla temperatura di circa 18°C in calici ampi da rosso. Se si tratta di una bottiglia invecchiata per oltre un decennio, è consigliabile aprirla diverse ore prima di servirla per permettere ai sedimenti di depositarsi e ai suoi aromi di sprigionarsi.

In sintesi, l’abbinamento cibo-Barolo non è solo una questione di gusto, ma anche di esaltazione reciproca tra vino e pietanza, creando un’esperienza culinaria indimenticabile.

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